Dopo le esperienze con gli Autodrive, Jahcoozi, My Man Dot Com, e The Tape, il tedesco Robert Koch aka Robot Koch pubblica attraverso la sua etichetta indipendete chiamata “Robots dont sleep” e la label "Project: Mooncircle", questo disco solista intitolato “Death Star Droid”, le influenze del suo myspace dicono : “from John Coltrane to Slayer” e in un certo senso è vero, nella sua musica c' è un po' tutta l' attitudine di questi aristi, più che nei suoni veri e propri la ritroviamo nel suo modo di porsi rispetto ad essa.
“Death Star Droid” è un disco che rischia di passare un po' in sordina vista ultimamente anche la grande mole di uscite discografiche di questo tipo; infatti, anche “Death Star Droid”, un po' come i recenti lavori di Lamp Killer, Hudson Mohawke o quelli dello stesso Flying Lotus, parte dai 4/4 del più classico dell' hip hop per stravolgerli con distorsioni, suoni sincopati e ritmi strozzati, mescolandoli a elementi elettronici e arrangiamenti melodici suonati con strumenti acustici che si alternano e si confondono durante i 35 minuti del disco, nel quale intimità e istinti animaleschi si ritrovano insieme nella stessa musica, forte di una grande carica emotiva, caratteristica principale del modo di produrre di Koch.
Mai come in questo caso è abbastanza complicato parlare della sua musica, il lavoro è un vero e proprio ibrido che spiazza l' ascoltatore, infatti, uno dei punti negativi può essere proprio il fatto che manca un po' di immediatezza e occorrono più e più ascolti per assimilarlo bene, specie per chi si avvicina per la prima volta ad un certo tipo di suono; inoltre anche alcune scelte artistiche non convincono a pieno, ad esempio, la traccia “Gorom Sen” per quanto ben fatta, stona un po' con il resto del disco e paradossalmente sostituirla con la versione remix ad opera di Shlohmo riporterebbe un po' di equilibrio al resto del lavoro.
Fortunatamente i punti di forza sono maggiori rispetto a quelli deboli, qui i confini tra generi veramente non sono percepibili e hip hop, dubstep, avantgarde e quant' altro si ritrovano ognuno a suo modo a convivere in maniera naturale e quasi mai forzata.
Volendo riassumere un po' all' osso, nel disco sono presenti due momenti chiave, quello rappresentato dai brani più selvaggi, di pancia e frenetici come “Death Star Droid”, “Heaven Is My Real Estate” e “Gorom Sen” con al vertice la riuscitissima “Love And The Machine”, e l' altro aspetto, più calmo ma pur sempre torbido, dove la melodia è più presente del ritmo nei brani “Away From”, “People Are Strange “, “While”, “Memories” e “A Song Formerly Known As Tooth” fino a raggiunge il punto più alto con la bella “Hard To Find”.
Data di Uscita: 17/11/2009
Label: Project: Mooncircle/Robots dont sleep
Tracklist
01. Death Star Droid
02. Away From
03. Hard to Find
04. Love & the Machine
05. People are Strange ft. Grace
06. While ft. Manya
07. Heaven is my Real Estate
08. Memories
09. Gorom Sen
10. A Song Formerly Known As Tooth













